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unitario della manifestazione

18/7/11-Torino.
Più di 600 persone fra attivisti, delegati, rsu, pensionati
e dirigenti di Cgil, Cisl e Uil hanno risposto all’invito
delle tre confederazioni regionali, partecipando alla
manifestazione “Costruiamo una
sanità per tutti” che si è
svolta presso il Centro Incontri della Regione Piemonte, in
Corso Stati Uniti 23, a Torino.
Obiettivo di Cgil, Cisl e Uil regionali: richiamare
l’attenzione sui problemi della sanità regionale e in
particolare sul piano di rientro, sul blocco del turn over e
sulle conseguenze sull’organizzazione del lavoro e dei
servizi ai cittadini, ma anche richiedere una legge
regionale sulla non autosufficienza e la riforma del Sistema
Socio Sanitario.
Dagli interventi delle rsu, provenienti da tutte le
province, è scaturito un vero e proprio “Cahier de doléance”
sulla sanità regionale che evidenzia le emergenze e le
critictà di alcuni territori della regione.
“Ancora oggi – ha spiegato il segretario regionale Cisl Fp,
Gian Piero Porcheddu - non si che cosa si vuole
realmente fare nei singoli territori e nelle diverse
aziende. Si parla di una sperimentazione gestionale che
dovrebbe essere attivata, prima di procedere
all’applicazione del Piano sanitario in tutta la regione. Di
questa sperimentazione, di come la si vuole fare, in quale
territorio e con quale modalità, non si sa nulla. Intanto
dagli ospedali di tutto il Piemonte continuano ad arrivare
notizie di tagli al personale, di orari impossibili da
rispettare, di carichi di lavoro massacranti e di
incomprensibili ordini che vengono cambiati continuamente”.
Al termine della manifestazione, i direttivi delle tre
Confederazioni, insieme alle organizzazioni dei Pensionati,
alle categorie del Comparto Sanità e alle rsu, hanno
approvato un documento in cui manifestano il forte disagio
degli operatori e dei cittadini per le condizioni in cui
versa la sanità in Piemonte.
“In presenza di riconversioni o chiusure – si legge nel
documento di Cgil, Cisl e Uil regionali – è doveroso nei
confronti delle popolazioni interessate spiegare le
soluzioni alternative e compensative dei servizi soppressi.
L’integrazione tra assistenza ospedaliera e assistenza post
ricovero dovrà essere parte integrante della
riorganizzazione del sistema”.
Le tre confederazioni ritengono “indispensabile un cambio di
passo nelle relazioni sindacali in tutte le aziende e in
tutti i territori” e faranno pervenire alla Giunta il
documento approvato, con la richiesta di un incontro urgente
al governatore piemontese Roberto Cota per approfondire
anche gli ulteriori tagli imposti alla Sanità, con
particolare riferimento all’aumento dei ticket sulle
prescrizioni mediche”.
“È stato importante – ha affermato la segretaria regionale
Cisl Piemonte, Giovanna Ventura - riunire i
lavoratori per sentire direttamente dalla loro voce il
disagio che stanno vivendo. Il Piano di rientro è
necessario, non siamo certamente favorevoli al
commissariamento, ma non possiamo stare a guardare. Vogliamo
conoscere, sapere e poter contrattare. E soprattutto
salvaguardare la qualità del nostro sistema sanitario. Ma
per far questo ci vuole un personale sereno e non stressato”
Intanto le categorie dei pensionati, che non hanno fatto
mancare il loro sostegno all’iniziativa, hanno annunciato
che il 20 settembre prossimo consegneranno alla Giunta
regione centomila cartoline, firmate dai cittadini
piemontesi, a sostegno di una proposta di legge regionale
sulla non autosufficienza.
“I pensionati - ha concluso Ventura -, insieme alla
Confederazioni. Chiedono trasparenza sulle risorse destinate
alla non autosufficienza e per questo vogliamo realizzare la
creazione di un Fondo ad hoc attraverso una legge quadro
regionale”.
Rocco Zagaria
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il servizio di Rai Piemonte
(dal minuto 4.57) |