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Gentile
Dott.sa Rossa,
ho appreso dagli organi di stampa che Lei, dal palco della manifestazione
organizzata dalla Cgil il 6 settembre, ha posto una domanda alla quale sento il
dovere di rispondere, interrogandosi su dove siano “quelle sigle sindacali
che non sanno interpretare i disagi della gente”.
Vorrei prima ricordarLe che chi, come Lei, riveste un ruolo istituzionale così
importante, non può e non deve porsi pubblicamente certe domande.
Detto questo Le rispondo: la Cisl di Alessandria conta più di 56 mila iscritti
ed è la prima organizzazione sindacale in Provincia.
Ogni giorno più di mille tra delegati, attivisti e segretari di categoria sono
impegnati nella tutela degli iscritti, lavoratori e pensionati.
Stante la grave situazione di crisi che perdura da oltre tre anni, e che
purtroppo continua a non dare tregua, l’impegno si è fatto ancora più gravoso.
Questo fa la Cisl, Dott.sa Rossa; lo facciamo da sessant’anni e continueremo a
farlo.
Le parole che ha pronunciato quel giorno, non potendo certo essere del vice
Presidente della nostra Provincia, sono allora di una esponente del Partito
Democratico? Se è così Lei ha fatto esattamente l’opposto di quello che un
grande partito popolare e democratico, quale il Pd, sta facendo: cercare di
ricomporre la rappresentanza sociale e non accentuare la frattura dei Sindacati
confederali e quindi del mondo del lavoro; già altri sono impegnati
proficuamente in quest’opera.
Inoltre per chi La ascoltava sarebbe stato importante sapere che cosa Lei, nel
suo importante ruolo istituzionale, ha fatto per alleviare le conseguenze
devastanti di una crisi che attanaglia anche il nostro territorio; a meno che in
questo Paese non si pensi davvero che le parole possano sostituire i fatti.
Con mille fatiche la Cisl, insieme a Cgil e Uil, ci sta provando, a partire da
un tavolo di concertazione sullo sviluppo istituito nel 2009.
Alessio
Ferraris
Segretario generale Cisl Alessandria
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