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“RISCHIOSO MANTENERE LO STATUS QUO”
 

Allarme lanciato da Bonanni all’assemblea generale di Confindustria Alessandria. Il 22 luglio la MOBILITAZIONE provinciale dei pensionati contro la manovra del Governo



19/7/11- “Fino a quando la coalizione di chi gestisce i soldi pubblici è più potente di chi contribuisce a produrre la ricchezza di questo Paese, non andremo molto lontano”.
E’ il grido di allarme del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, intervenuto il 18 luglio all’assemblea generale di Confindustria Alessandria, che ha eletto come nuovo presidente Marco Giovannini (presidente e amministratore delegato dell'azienda Guala Closures di Spinetta M.go) in sostituzione di Bruno Lulani alla guida di 500 aziende associate, per un totale di 27 mila addetti.

Protagonista della tavola rotonda “Nuove relazioni industriali, nuovi contratti dei mercati globali”, insieme ad Alberto Bombassei, vice-presidente Confindustria, il sindacalista ha risposto alle sollecitazioni lanciate da
Alberto Orioli, Vice Direttore de “Il Sole 24 Ore”.
Sul tavolo temi caldi come le ultime vicende legate all’accordo Fiat Pomigliano, le nuove frontiere della rappresentanza e la manovra economica.

Riguardo il primo tema il leader della Cisl non nasconde la  soddisfazione per il riconoscimento della  piena legittimità dell’accordo da parte del giudice a seguito del ricorso della Fiom , perché “la nostra priorità è quella di stimolare gli investimenti per creare posti di lavoro”.

Ma si mostra altrettanto soddisfatto per l’unità ritrovata con la firma del nuovo accordo interconfederale sulla rappresentanza, definito come “figlio” dell’accordo siglato nel 2009 e come punto di svolta che consente di avvicinare l’Italia agli standard europei.

Bonanni si sofferma ancora sul tema della legge rapportata al terreno delle relazioni industriali: “Pensiamo all’accordo interconfederale del ’93, esempio significativo di longevità e prestigio, che si è rivelato più efficace della legge”. E pone un interrogativo: “Chi meglio dei lavoratori e delle imprese è in grado di normare le vicende legate al lavoro? C’è chi tiene al reciproco rispetto e riconoscimento e chi no, se quindi una norma di un certo tipo passa ed entra all’interno delle relazioni industriali corriamo il rischio di minare quella stabilità del sistema, garantita solo da un equilibrio perfetto tra le parti sociali.”

Il dibattito tocca infine il punto della manovra economica, uno su tutti il tasto dolente relativo il  taglio dei costi della politica “gonfiati a dismisura”: concordi i relatori nel condannare il mancato coraggio e senso di responsabilità mostrato da chi è chiamato a gestire la cosa pubblica.
Non c’è invece sintonia sul tema delle riforme, data la considerazione del vice-presidente di Confindustria Bombassei: “In questo momento la riforma fiscale sarebbe stata un azzardo, non sarebbe stata capita”.
Ribatte Bonanni: “Qui, al di là di tante parole, si tratta in prima battuta di un fatto di giustizia: il sistema carica di più su chi ha di meno, a maggior ragione in questo momento una riforma fiscale sarebbe stata un ottimo strumento per ricostruire quella fiducia tra Stato e cittadino, patto che oggi è venuto meno”. E chiede: “Ci troviamo davanti ad un quadro caratterizzato da un forte indebitamento e da un Pil inchiodato al +1%.. Se non puntiamo oggi sulla leva fiscale come motore di sviluppo, quando dobbiamo farlo? Non è più rischioso mantenere lo status quo?”.

Intanto, sempre ad Alessandria, i pensionati di Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato una prima iniziativa di mobilitazione contro la manovra del Governo, che si terrà  il 22 luglio davanti alla Prefettura.

Paola Toriggia



Manifestazione Unitaria dei Pensionati

22 luglio 2011 ore 10
Piazza della Libertà  - Alessandria

 

19/7/11- I pensionati di CGIL CISL UIL hanno deciso di organizzare una prima iniziativa unitaria di mobilitazione contro la manovra del Governo.

Ancora una volta si colpisce in modo iniquo ed ingiusto i soliti noti, lavoratori,lavoratrici, portatori di handicap, pensionati; cioè coloro i quali negli ultimi 15 anni hanno perso oltre il 30% del potere d’acquisto delle pensioni.
Nessun euro è stato stanziato per la non autosufficienza che vergognosamente era già stata azzerata dei 400 milioni nel 2010.

Vengono reintrodotti i tickets sanitari da subito (10 euro sulla diagnostica e sulla specialistica; 25 euro  sul pronto soccorso codici bianchi); tutto questo, mentre le tassazioni sulle rendite e i grandi patrimoni, la eliminazione degli sprechi, delle inefficienze, dei costi della politica vengono rinviati al 2014.

Inoltre i pensionati sono fortemente preoccupati per il rischio che si corre per il mantenimento dei Servizi Socio-Assistenziali a causa degli ulteriori tagli che la manovra prevede per gli Enti Locali.

I pensionati chiedono pertanto  l'immediata correzione delle misure socialmente inique perché colpiscono, in modo particolare, i redditi medio-bassi e le persone più deboli.


 

 

 

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